Scrittura e consapevolezza

Tu, che mi leggi, sei sicuro d’intendere la mia lingua?

Tutti noi scriviamo, e tutti qualche volta ci siamo rammaricati di parole infedeli o temerarie: lontano dalla nostra realtà intima le prime, sincere ma inadeguate al lettore le altre.
Esserne consapevoli ci aiuta, ed è l’obiettivo che mi propongo in questo studio.
Nella sezione A analizzo i modelli neurolinguistici e mi interrogo su alcuni motivi: come fa il linguaggio a rappresentare la realtà? E i sensi a vestirsi di parole? Chiarezza e seduzione sono alternative obbligate? E ancora: cosa significa mettersi nei panni del lettore?
Nella sezione B mi rivolgo a quello che per tutti noi è scrittura: letteraria e quotidiana, in Rete o su carta, per sfizio o professione, nuova e antica. Perché sì, già gli antichi sperimentano il fascino delle parole: lo leggiamo in un rapido assaggio. Infine: come scrivono le istituzioni quando pensano a noi? E ancora: come scriviamo noi quando pensiamo l’amore?
Qui di seguito provo a rispondere.

Sezione A – La neurolinguistica: coordinate di conoscenza e di emozioni

  1. Dalla realtà̀ alla rappresentazione. E ritorno
  2. I sensi in rassegna: sistemi rappresentazionali e submodalità
  3. La varietà indispensabile
  4. Il Rapport
  5. Metamodello e Milton Model: tra precisione e vaghezza
  6. Pensieri e parole: spunti per una scrittura consapevole
    • Processi di modellamento
    • Scelte lessicali e morfosintattiche

Sezione B – Poesia e prosa, carta e web: i sensi della vita

  1. Sollecitare i sensi, complici le parole: un fine antico. Attualissimo
  2. “Le parole non le portano le cicogne”
  3. Mi consenta di occuparmi della sua salute: le astuzie della lingua in opuscolo
  4. Sensibilmente respiro l’azzurro: le parole della lingua innamorata

Scarica la tesi di Annalisa Pardini