Scrittura e consapevolezza
Tu, che mi leggi, sei sicuro d’intendere la mia lingua?
Tutti noi scriviamo, e tutti qualche volta ci siamo rammaricati di parole infedeli o temerarie: lontano dalla nostra realtà intima le prime, sincere ma inadeguate al lettore le altre.
Esserne consapevoli ci aiuta, ed è l’obiettivo che mi propongo in questo studio.
Nella sezione A analizzo i modelli neurolinguistici e mi interrogo su alcuni motivi: come fa il linguaggio a rappresentare la realtà? E i sensi a vestirsi di parole? Chiarezza e seduzione sono alternative obbligate? E ancora: cosa significa mettersi nei panni del lettore?
Nella sezione B mi rivolgo a quello che per tutti noi è scrittura: letteraria e quotidiana, in Rete o su carta, per sfizio o professione, nuova e antica. Perché sì, già gli antichi sperimentano il fascino delle parole: lo leggiamo in un rapido assaggio. Infine: come scrivono le istituzioni quando pensano a noi? E ancora: come scriviamo noi quando pensiamo l’amore?
Qui di seguito provo a rispondere.
Sezione A – La neurolinguistica: coordinate di conoscenza e di emozioni
- Dalla realtà̀ alla rappresentazione. E ritorno
- I sensi in rassegna: sistemi rappresentazionali e submodalità
- La varietà indispensabile
- Il Rapport
- Metamodello e Milton Model: tra precisione e vaghezza
- Pensieri e parole: spunti per una scrittura consapevole
- Processi di modellamento
- Scelte lessicali e morfosintattiche
Sezione B – Poesia e prosa, carta e web: i sensi della vita
- Sollecitare i sensi, complici le parole: un fine antico. Attualissimo
- “Le parole non le portano le cicogne”
- Mi consenta di occuparmi della sua salute: le astuzie della lingua in opuscolo
- Sensibilmente respiro l’azzurro: le parole della lingua innamorata

